sabato 30 giugno 2012

così zerbina un italiano

così zerbina un gramellini Massimo Gramellini feccia del giornalismo italiano, luogotenente di quella grande chiesa che da fabio fazio arriva a madre teresa.

eugenio merino, stairway to heaven

eugenio merino, stairway to heaven

el siorazo de la multinaxionale, el poareto del colsènter, la tosa che fa la zerca ne la università, mentre il birbo fa i schei.

Mi segnala un libro di Francesco Targhetta, Perciò veniamo bene nelle fotografie (ISBN Edizioni) e mi acclude anche il testo di quella che deve essere la quarta di copertina:
… uno dei tanti ritratti, geniali e disarmanti, che il protagonista di questo libro fa della sua generazione di idealisti e insicuri, impiegati di call center e aspiranti professori … la storia di un dottorando padovano e dei suoi – altrettanto precari – coinquilini, che, tra un prosecco di sottomarca e un pezzo rock improvvisato in sala prove …
Le misere condizioni dei precari sono diventate un canovaccio da Commedia dell’Arte, gremito anch’esso di maschere rinnovate: el siorazo de la multinaxionale, el poareto del colsènter, la tosa che fa la zerca ne la università, mentre il birbo fa i schei.
e poi, il pezzo rock improvvisato… certo, rock fa giovane. Ma chi suona ancora rock in Italia mentre le classifiche sono piene di rapper e si usano per lo più i computer? Ricordo che questo insistere sull’equazione rock = giovane era già vecchia ai tempi della prima Silvia Ballestra, vent’anni fa. Oggi sa di sala d’aspetto dell’INPS.


t-la

venerdì 29 giugno 2012

romano prodi vende la sme

Certo. Fu proprio lui a telefonarmi. «Renatino, volevo dirti che ho venduto la Sme. Sarai contento finalmente», mi disse con tono ironico. Io però gli chiesi subito come mai il gruppo era stato venduto a un acquirente che pagava sette volte meno il valore stimato dall'Iri, mentre c'erano altri soggetti interes¬sati e pronti a offrire di più. «Perché De Benedetti ha un taglietto sul pisello che altri non hanno», fu la risposta di Prodi, alludendo, immagino ancora ironicamente, a presunte pressioni di consorterie ebraiche. 

italia germania

mario balotelli, italia germania
ruggero de ceglie, italia germania

errori di stampa

italia germania

giovedì 28 giugno 2012

forza azzurri

forza azzurri

la vittoria dell'italia ha unito una nazione: l'albania

a 19 anni

dégoût chic a 19 anni sapevo già tutto. figuriamoci adesso

felicità

La felicità è buona salute e cattiva memoria. Ingrid Bergman

mercoledì 27 giugno 2012

perché siamo qui, cheryl?

LONDRA, 27 GIU - Cheryl Cole ha negato con forza di aver abbandonato un'intervista con la BBC nel momento in cui le è stata fatta una domanda per cui l'intervistatore si aspettava una risposta profonda. "Perché siamo qui?" le è stato infatti chiesto durante la sua esibizione al Capital FM Summertime Ball. Al che la Cole ha prontamente risposto: "Io sono qui per esibirmi". Ma l'intervistatore, non soddisfatto, ha ripetuto diverse volte la domanda.

 

il preventivo del pranzo nuziale

20anni fa i 18enni mettevano le magliette con che Guevara , adesso i18enni mettono quelle con Gianni agnelli

martedì 26 giugno 2012

le prossime 5 proposte politiche di berlusconi

1. di nuovo premier con il 51%
2. ministro dell'economia in un governo alfano con il 40%
3. presidente della repubblica con renzi primo ministro
4. guardasigilli in un governo santanchè con la minetti ministro degli esteri
5. presidente della commissione europea con thiago silva al paris saint germain

leggi: gay / non gay

se una tipa ti chiede se sei gay vuol dire che ci sta provando
se un tipo ti dice che non è gay vuol dire che ci sta provando

i cinemi

il cinema americano è didascalico, mai ellittico
il cinema italiano è grottesco
il cinema levantino (farhadi, ceylan) è sempre ellittico

lunedì 25 giugno 2012

la sempre raffinata comunicazione del movimento dei forconi

la sempre raffinata comunicazione del movimento dei forconi

turbocapitalismo all'ombra della madunina

non esiste un diritto delle persone a sopravvivere. esiste un diritto delle persone a essere messa nelle condizioni di poter sopravvivere. è la grande incomprensione degli ultimi 30 anni. il welfare state non può più esistere, è insostenibile. bisogna pensare ad una nuova forma di capitalismo, più spietata, meno retorica, estremamente più snella

atari fun from yesterday

































































domenica 24 giugno 2012

Beach House, Myth

sabato 23 giugno 2012

snob

venerdì 22 giugno 2012

la nuova religione dei Mercati

la nuova religione dei Mercati ci sta facendo espiare in terra i peccati senza nemmeno darci speranze per l’aldilà
l'elefante va mangiato a pezzetti
magliette con le formazioni degli amici di calcetto / squadre preferite rappresentate tramite omini di south park

giovedì 21 giugno 2012

euro 2012 (financial)

financial euro 2012

la letteratura contemporanea e tony pagoda


Delfini che si arrampicano sui monti, fiere dei boschi che si tuffano in mare: una volta che Zeus ha fatto buio a mezzogiorno, pensò Archiloco dopo un'eclissi di sole, ogni inversione dell'ordine naturale diventa possibile. Lo stesso può pensare chi entra oggi in un megastore e si vede davanti, poniamo, il dvd di un film di Alessandro Baricco e un romanzo di Paolo Sorrentino.
Ma come, i registi scrivono libri, i romanzieri girano film? E questo è il meno: troverà spettacoli allestiti da giornalisti e inchieste condotte da attori; manifesti ideologici stilati da comici e antologie di barzellette dei politici; libri di poesie firmati da rockstar e filosofi che incidono dischi pop. Ma prima di tornare ad Archiloco (e maledire Zeus) farà bene a leggere Montale: «Ora c'è stata una decozione / di tutto in tutti e ognuno si domanda / se il frullino ch'è in opera nei crani / stia montando sozzura o zabaione».

Largo ai factotum! La preoccupazione dell'«altrui mestiere» va scemando - e da noi più che altrove. Santi, poeti e navigatori, ma meglio ancora le tre cose insieme: c'è da tener viva una tradizione autoctona che dal prototipo di Leonardo (il genio integrale) discende a Pasolini (l'intellettuale multimediale).

Ma alle origini di questa caricatura di Rinascimento ci sono le mille piattaforme del marketing editoriale, dai talk show ai festival, un'industria di pantheonizzazione in vita che sforna in serie un prodotto tanto facile da smerciare quanto difficile da classificare: l'Autore (di qualunque cosa), di cui si dà per inteso che possa padroneggiare tutte le forme espressive in forza della sua personalità, e che è al tempo stesso icona warholiana, vip da scarrozzare, oracolo da interpellare, testimonial di cause nobili, dispensatore di aura in bomboletta e logo da apporre sulle merci più varie a garanzia di qualità.

Sozzura o zabaione? Prendiamo il nuovo romanzo di Paolo Sorrentino, Tony Pagoda e i suoi amici (Feltrinelli), che prosegue l'esordio di Hanno tutti ragione (oltretutto, dalle sceneggiature romanzate ai romanzi veri e propri il salto è grande ma non tanto da rompersi una gamba). Anche qui è di scena il «vecchio cantante di successo e d'insuccesso», cinico e nostalgico, già protagonista del film L'uomo in più (dove però aveva cognome Pisapia).
Gli «amici» che Tony Pagoda incontra sono, come lui, vecchie glorie del mondo dello spettacolo - Carmen Russo, Antonello Venditti o Maurizio Costanzo - e giovani eroi pop (Ruby Rubacuori o Lavezzi), ma anche eminenze immaginarie (il politico berlusconiano in visita in Corea del Nord) e più anonimi compagni di strada. E il riluttante scrivano di tutte queste avventure, che rivelano le pieghe più cupe dell'Italia spensierata, è l'ex cognato Ughetto De Nardis, commerciante. Che non ha completato gli studi, e scrive dietro committenza di Tony prestandogli la prima persona.

La prefazione, quella la firma lui, annunciando di voler parlare «col cuore sulla manèlla pelosa». Ma questo italiano finto-dialettale piuttosto laido non è il solo pegno che il lettore deve pagare. Gli toccherà attraversare scene indicibilmente trash, i chihuahua di Carmen Russo che saltano addosso a Tony e lei che lo libera «a colpi di décolleté»; sorbirsi un bel po' di cattivo lirismo, il sole che tramonta «tirandosi appresso, al guinzaglio, un barlume di malinconia» e le hostess che guardano «la pioggia scrosciare dietro le finestre delle promesse mancate»; acconsentire a tante metafore formate con malagrazia («un grumo di rabbia, impotenza e nostalgia sembra che lo afferri per le caviglie») e ad altre che, affastellandosi, si distruggono l'un l'altra («farsi entomologo di questa folla di bipedi accalcati e abbigliati come pagliacci di serie C»). Sozzura o zabaione?
Dipende dai palati, ma è lo stile iperespressionista di Sorrentino, che ha fatto la fortuna dei suoi film: procede per accumulazione, mai per sottrazione, non sa rinunciare a nulla, vorrebbe fare di ogni frase un motto da scolpire su una lapide e di ogni inquadratura un pezzo da esporre al Guggenheim.
Punta a fare il virtuoso in tutti i canali espressivi, ma in fin dei conti i suoi sforzi sono rivolti a un solo fine: creare un personaggio smisurato («larger than life», dicono gli inglesi) e girargli ossessivamente attorno, come una carpa. Ma - e qui sta il dramma di Sorrentino - a dispetto di tutte le acrobazie formali i suoi eroi non prendono mai vita, e quel che resta è un campionario di tic, bizzarrie, gesti, aforismi, frammenti che indicano un centro vuoto.
Sulla copertina, neppure a farlo apposta, c'è uno specchio in cornice dove il lettore non riuscirà mai a mettere a fuoco un volto. È il simbolo di una patologia che affligge tanta narrativa recente, variante letteraria della «prosopagnosia», quel deficit percettivo che impedisce di riconoscere le facce. Storie e idee non mancano, ma incontrare un personaggio, un personaggio vero, è fortuna sempre più rara: vediamo aggirarsi per lo più moncherini, esseri acefali, argille mezzo sbozzate o poveri cristi schiacciati dai funambolismi verbali di chi li ha messi al mondo.
Sorrentino avverte più acutamente questa mancanza, ma quel che vediamo nelle sue opere è un uomo che si affanna a dar forma a gigantesche statue destinate a rimanere senza volto. Tanto da insinuarci l'atroce sospetto che i tuttofare del nuovo Rinascimento, alla fine, sappiano dar vita a un solo personaggio: l'Autore.

Guido Vitiello


mercoledì 20 giugno 2012

il meglio di euro 2012




V for Venditti – Notte prima del Mi Ami


Io mi ricordo Dario Brunori con la chitarra
e una zampogna sulla spalla,
come i Cani di Roma la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra,
come fanno le addette stampa a farsi sposare dai discografici italiani,
Le band delle sei non sono male,
peggio Lo Stato Sociale, peggio Lo Stato Sociale.
Il Mi Ami è più vicino e tu sei troppo lontana dalla mia stanza,
tuo padre sembra Dente, e lei Maria Antonietta
stasera alla collinetta la luna sembra strana
sarà che non mi nutro da una settimana…
Bugo t’avessi visto prima, a fare il casalingo
ma mi ero perso dietro Ringo,
e il tuo peccato è originale come le cover di Pezzali,
non timbrare ti prego le mie mani
un cesso milanese, chiuso come le chiese,
quando ti deve scappare
“Notte prima del Mi Ami, notte di Ugo Mazzia
certo Giorello te lo sei portato via”
notte di minorenni con le spillette in mano,
notte di anziani al Magnolia, ma questa notte è ancora nostra,
notte di giovani autori, di pizze fredde e di Collini,
notte di sogni, di palco Pertini,
c’è solo Heineken da bere,
questa musica non sarà mai il mio mestiere,
e gli aerei volano alto tra Carnesi e Ostia
ma questa notte è ancora nostra,
Wad non twittare, non ti posson far male, sono i Lava Love
Si accendono gli aerei all’Idroscalo
ma quanta gente intorno che cerca di parcheggiare,
forse bisex, certo un po’ diversi
ma con la voglia ancor di limonare,
se Pastore è Pastore… – se l’amore è amore – se Pastore è Pastore -
se l’amore è amore – se l’amore è amore …

martedì 19 giugno 2012

Fabio Fazio, il festival in ginocchio

Fabio Fazio, un Sanremo in ginocchio da te
Svelato conduttore e cast del 63esimo festival di Sanremo 2013: sarà un festival popolare, guidato da Fabio Fazio nell'insolita veste di conduttore ma anche concorrente, che rispecchierà il vento di cambiamento con tanti interpreti non annoverabili tra i cantanti di professione, ma espressione della cosiddetta società civile.
Questa la lista delle sedici canzoni in gara:
Luciana Littizzetto: Walter e Iolanda
Roberto Saviano: L'uomo che inventò la Camorra
Sara Tommasi e Arisa: Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto (noi che non diciamo mai no)
Roberto Vecchioni: Mia figlia si sposa  (non più feste a casa mia)
Valter Veltroni: Le figurine degli anni '60
Gianni Morandi, Vittorio Emanuele Filiberto e Fabio Fazio: In ginocchio da tRe
Rita Levi Montalcini: A questa età
Antonello Venditti: Tutti amici
Matteo Cambi e Lapo Elkann: Ricominciamo
Tiziano Ferro e Antonio Cassano: Amici di versi bari
Caparezza e Nichi Vendola: Salento (terra di abbraccio verso un progresso solidale che non lascia indietro chi è malato di nostalgia)
Daniele Silvestri e Elsa Fornero: Il mestiere di non lavorare
Paolo Brosio: ultimo indirizzo, Medjugorje
Antonio Ereditato e Gabriele Cirilli: voglio tornà neutrino
Beppe Grillo e Heather Parisi: Cicale, ma anche le formiche nel loro piccolo si incazzano
Max Pezzali e Mauro Repetto: L'ultima cartuccia

euro2012



Imperdibile l'intervista Rai alla traduttrice ufficiale di Giovanni Trapattoni (traduttrice dall'italiano all'inglese e viceversa, niente illazioni). Il finale: «Ogni tanto si intestardisce, l'altro giorno voleva assolutamente che traducessi ai giornalisti irlandesi l'espressione capra e cavoli. E io: ma no, Mister, guardi che non significa niente. Ma lui non ne voleva sapere».

 Commento di Bonucci all'intervistatore RAI: "Balotelli stava parlando in inglese. Non lo capivo mica".

vice


Vice: variante adulta di quando a 10 anni si dicevano le parolacce per stupire mamma e papà

lunedì 18 giugno 2012

con teresa salgueiro a san damiano

con teresa salgueiro a san damiano

domenica 17 giugno 2012

è in corso una partita di calcio, signor presidente

Alla conversazione durante un party nessuno contribuisce più degli assenti.
Audrey Hepburn

doppia laurea

Una persona che ha 2 lauree è come una che ordina 2 pizze

sabato 16 giugno 2012

Hipster Fixed Gear Bike Fail

falcao

venerdì 15 giugno 2012

estetica di vasco rossi

Rossi, insomma, si iconizza, ben sapendo che il significato e la forza dell'icona stanno proprio nella sua riproposizione pura e semplice. E, difatti, il Blasco è, a furor di popolo rock e giovanile, un «mito», che abolisce ogni distinzione tra la propria vita reale e l' «opera d'arte» sul palco. Il rocker di Zocca è un «cattivo maestro» - detto, però, da sinistra. Il peccato strutturale del vaschismo consiste nell'avere abbracciato, dopo essersi presentato come un momento di rottura, la «logica dell'identico» e dell'eterna ripetizione di se stesso, secondo uno schema, alquanto banale, per cui la rivolta contro il «mondo borghese» passava per lo sbandieramento di una supposta idea di trasgressione (a partire dal consumo di droghe) e, scrivono gli autori, di un «inedito romanticismo della trasandatezza, della volgarità, della marginalizzazione sociale e dell'ignoranza». nsomma, niente di nuovo sul fronte italiano, e, anzi, nient'altro che l'ennesima manifestazione di anti-intellettualismo e di rigetto della cultura. Ovvero, una delle varie forme realizzate di egemonia sottoculturale. Alessandro Alfieri - Paolo Talanca, Vasco, il Male (Mimesis, pp. 128, euro 12)

Presentazione Underwear di Mauri e Schiavone con Stefano Massaron @ Carr...

euro2012

Noi contro il Trap, al massimo vinceremo per 2-1 in rimonta, con gol di Bonucci all’88esimo e corsa verso la panchina azzurra,  finale palpitante con i 6 minuti di recupero, rosso diretto a Motta che si attarda a battere la rimessa laterale, traversa dell’Irlanda, gol vittoria della Spagna e triplice fischio finale. Prandelli riesumato con un grammo di speed e trascinato a braccetto davanti le telecamere Rai, dove Cerqueti lo attende con il microfono in mano, tremante, l'abbraccio tra i due, le lacrime, l’orgia di commenti da studio, i paragoni con Bearzot, i complimenti di Napolitano, il telegramma di Monti, Berlusconi che ordina due olgettine travestite da Chiellini e Bonucci.
Segue monologo di Prandelli che racconta di come i suoi ragazzi siano riusciti a superare le immani difficoltà dovute al caldo, le scommesse, gli attacchi a Cassano, il catenaccio del Trap, Giaccherini che dal 21esimo del primo tempo accusava già i crampi ma lui non sapeva con chi cambiarlo, De Rossi sacrificato in porta, al posto di Buffon bloccato a letto dalle convulsioni, un fuorigioco che non c’era, segnalato al 2’ minuto del primo tempo e che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita, il clima teso, il campo bagnato, la voglia di riscatto, la merendina fatta di pane e nutella, di quando avevi 15 anni e che non tornerà mai più.
In Italia caroselli di auto in festa, nell’orgogliosa attesa dei quarti di finale.



http://spaam.tumblr.com/post/25150590963/mi-sono-sposato-con-un-mediano-di-spinta

giovedì 14 giugno 2012

è l'italia

peccato non si veda bene il padre pio che campeggia sopra la scritta

non tamponarmi

 ma forse è psicologia inversa

la stampa low coast

intanto briatore intrattiene nuovi clienti

+ pirata o + bandito?

mercoledì 13 giugno 2012

noma, the staff meal

Noma: Staff Meal on Nowness.com.

fastweb: le prime 10 delle 1.000 ragioni per cui non diventare mai cliente


1. ordinare una chiavetta usb per collegarsi a internet e vedersene accreditate tre per errore dell'operatore.
2. metterci tre mesi per disdire le due chiavette di troppo.
3. dopo due anni, stufo della chiavetta con la connessione che va e viene, disdire anche la terza chiavetta. inviare un fax in cui dici chiaramente che vuoi disdire la chiavetta usb, e trovarti disdetto il contratto di telefonia fissa, internet e tutto quanto per un errore dell'operatore.
4. segnalare l'errore (dopo ore al telefono), per sentirti dire che l'unico modo per sanare il loro errore è perdere il tuo numero di telefono e attivare un nuovo contratto.
5. oltre a perdere il numero di telefono, dovresti andare in un negozio a torino a riportare il modem per riceverne un altro nuovo per posta, quando basterebbe riattivarmi la linea che hanno tolto.
6. cercare su internet e trovare migliaia di pagine di questo tipo .
7. gli operatori del call center che quando il problema è troppo complicato fanno cadere la linea.
8. gli operatori del call center che quando il problema è troppo complicato ti passano a un altro operatore, che ti chiede perché li hai chiamati, quando era stato il primo a chiamare te.
9. constatare che parlerai sempre con operatori che leggono per la prima volta il tuo caso, e non c'è nessuna possibilità di escalation della chiamata in maniera tale che qualcuno la possa risolvere.
10. constatare che tutti sono permeati della cultura di un'azienda il cui ex amministratore delegato ha un procedimento penale in corso per falsa fatturazione di servizi telefonici.

il bello è che io sarei disposto a pagare anche di più  purché mi ridiano questa maledetta linea, non ho voglia di fare denuncia, ecc. ecc.
lo dico anche agli operatori che mi telefonano: semplicemente ho constatato che non sono in grado di farlo, è agghiacciante, sembra di essere nel film Brazil.